Strangolapreti col Paruch

Paruch o Buon Enrico

 

La leggenda narra che Enrico IV di Navarra nel 1600 decise di aprire i cancelli del suo parco reale alla popolazione affamata, permettendo di cibarsi di erbe selvatiche. Per gratitudine la popolazione gli dedicò una pianta, quel gradevolissimo spinacio selvatico che ogni cucina montana conosce (Chenopodium bonus-henricus), nutriente e molto ricco di ferro e vitamina B1. Il Buon Enrico (Chenopodium bonus-henricus), in dialetto bergamasco “Parüch” o “Farinel”, è un’erba tipica della montagna, ricca di ferro tanto da essere anche definita “spinacio selvatico”. E’ facile raccoglierla vicino alle baite, in prossimità delle malghe e delle cascine e le sue foglie verdi triangolari al tatto sono farinose.

Sulle Alpi e sugli Appennini si trova fra il bosco a castagno e il limite delle conifere presso le malghe, luoghi incolti o ruderali ma concimati. Sui rilievi, il parüch si può trovare dai 900 fino a 2100 metri e hanno un’altezza che può oscillare da 20 a 60 cm. La disposizione delle foglie lungo il fusto è alterna.

In cucina questa erba deliziosa può essere usata in modi diversi: si aggiunge al minestrone, scottata in acqua bollente viene ben scolata e servita come insalata… in questi giorni stiamo preparando gli strangolapreti con il paruch, gnocchi di origine trentina… ecco la ricetta:

 

Strangolapreti con il Paruch

 

1kg di pane raffermo

500g di paruch

2 uova

100g di burro di malga

0,5L di latte

farina integrale

noce moscata

foglie di salvia

sale, pepe cipolla

 

Ammorbidiamo il pane con il latte e le uova sbattute, aggiungiamo il paruch cotto e tritato fine e ripassato in padella con un filo di olio extravergine di oliva, li aggiungiamo all’impasto del pane e insaporiamo con sale, pepe e noce moscata, rosoliamo la cipolla  se necessario aggiungiamo un po’ di farina integrale e pane grattugiato.

 

Formiamo degli gnocchi e li facciamo cuocere in acqua salata finché vengono a galla, se li servite subito li potete scolare e  mettete sul piatto cosparsi di burro di malga e salvia e una spolverata di Grana Padano.